Le dita della strega

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Si torna a parlare di Halloween o come, ironicamente, lo definisce letteralmente (ma in tutti sensi) qualche pagina fb ” Allouin ” o ancora ”  Alluìn “… che nello specifico mi fa pensare al fantomatico Aulin!!  😆

Non si tratta di un riferimento casuale dal momento che oggi vorrei rimandarvi ad un’interessante articolo a sfondo scientifico proveniente da svariate menti esponenzialmente cervellotiche che hanno unito le forze per dar vita ad un progetto, tramutatosi in un interessantissimo sito web chiamato Italia Unita per la Scienza.

Tra gente colta da attacchi psicotici nei quali crede di essere un licantropo, miti sugli zombie e caccia alle streghe (punto del giorno), è possibile riscontrare una vasta gamma di spiegazioni (razionali!) su questi insoliti fenomeni tanto amati soprattutto dai più folleggianti registi esistenti al mondo fino ai classici filmetti low cost che non riuscirebbero a terrorizzare nemmeno gli animi più sensibili.

Dopo questa breve (ma intensa) premessa, vi lascio qui di seguito dedicato alla stregoneria… da dove spunta fuori tanto folklore?  :mrgreen:

«La teoria più accettata si basa sul fatto che esiste una muffa, la “Claviceps purpurea” che attacca la segale, da cui si sviluppano degli strani cornini. Da qui viene il nome “segale cornuta” ma anche il francese ergot (“speroni”), da cui è derivato il termine “ergotismo” per riferirsi alla malattia checausa in chi la mangia.
Il fungo parassita produce varie sostanze, fra cui alcune dette “alcaloidi” dai pesanti effetti psicotici, che possono essere ingerite qualora si macinasse segale barbuta e si usasse la farina così contaminata.

L’ingestione di questa muffa può comportare sintomi anche gravi come intossicazione, spasmi, delirio, allucinazioni, convulsioni e nei casi più gravi ulcere e morte. Durante il medioevo, i sintomi dell’ergotismo venivano spesso associati all’indemoniamento, poiché non si conosceva la reale natura di questi attacchi di delirio (con anche casi di cancrena che dovevano dare un aspetto terribile alle vittime).

Poiché la segale veniva coltivata soprattutto nel nord Europa e in nord America, che erano regioni più umide (favorendo la crescita degli sclerozi), molti dei casi di stregoneria sarebbero da imputare a ingestione accidentale di farine contaminate, che avrebbero così comportato allucinazioni, delirio e pazzia (comunemente associate alla possessione demoniaca). In particolare, sotto la lente d’ingrandimento è il famigerato processo delle streghe di Salem, tutte poi condannate a morire in prigione o per impiccagione (è un mito che vennero arse sul rogo come accadeva in Europa).

Non c’è però certezza nei documenti storici a riguardo.
L’idea nacque constatando che in Irlanda, dove si consumava orzo e non segale all’epoca, le denunce per stregoneria erano pressoché assenti, così come nei paesi mediterranei l’ergotismo era più raro.

In passato la sindrome veniva chiamata anche “fuoco di sant’Antonio” (da non confondere con l’Herpes zoster) poiché spesso si dedicavano alla sua cura monaci devoti al santo. Dato che spesso i malati nord europei che andavano in pellegrinaggio in Italia per “curarsi” cambiavano alimentazione (aggiungendo orzo, farro, frumento e segale non contaminata), attribuivano la scomparsa dei sintomi al “miracolo” del santo. La teoria non è sicura e vi sono storici non concordi a riguardo, dato che l’area mediterranea non era affatto immune dalla Claviceps, ma è un interessante e plausibile modo di capire come in epoca pre-scientifica venissero interpretati certi fenomeni e di come le accuse di stregoneria e possessione demoniaca potessero essere dovuti ad intossicazioni che letteralmente davano al cervello.

Fu solo nel 1853 che Louis René Tulasne chiarì il complesso ciclo riproduttivo del fungo e nel 1943 il chimico svizzero Albert Hofmann scoprì gli importanti effetti allucinogeni degli alcaloidi prodotti, in particolare dell’acido lisergico e del composto di sintesi suo derivato, la dietilamide dell’acido lisergico o LSD.

Una curiosità finale: nel 1951 in Francia vi fu un caso di avvelenamento di massa con effetti allucinogeni a Point Saint Esprit. Naturalmente furono avanzate le più disparate teorie a riguardo, fra cui quella che potesse trattarsi di un caso di contaminazione da Claviceps purpurea

 

INGREDIENTI (PER 6 PERSONE):

  • 300 gr di farina 00
  • 2 tuorli
  • 100 gr di zucchero
  • 150 gr di burro
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 pizzico di sale

INOLTRE:

  • mandorle sgusciate q.b.
  • marmellata di ciliegie o di lamponi q.b.

PREPARAZIONE:

Disponete sul vostro piano di lavoro la farina setacciata quindi unite il burro freddo tagliato a cubetti.

Lavorate i due ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sabbioso nonché ben amalgamato.

Proseguite aggiungendo al centro lo zucchero, i tuorli, il sale e l’estratto di vaniglia.

Lavorate velocemente tutti gli ingredienti, giusto il tempo di compattarli ed ottenere un panetto liscio e sodo.

Avvolgetelo nella pellicola e riponetelo in frigo per almeno 30 minuti.

Trascorso questo tempo prelevate delle piccole porzioni d’impasto e formate dei ” salamini “, incideteli con la parte liscia del coltello (senza affondare troppo la lama, eh!!) ed unite su una delle due estremità una mandorla, pressando leggermente.

Infornate i biscotti a 180° per circa 15 – 20 minuti.

Una volta cotti, estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare prima di aggiungere un pò di marmellata.

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr
Precedente Panini a forma di zucca Successivo Rotolo alla zucca di Halloween