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Articolo 13 – Cos’è e perché ci riguarda tutti

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Cito testualmente:

CAPO 2 
Utilizzi specifici di contenuti protetti da parte di servizi online

Articolo 13 
Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti

1.I prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno pubblico accesso a grandi quantità di opere o altro materiale caricati dagli utenti adottano, in collaborazione con i titolari dei diritti, misure miranti a garantire il funzionamento degli accordi con essi conclusi per l’uso delle loro opere o altro materiale ovvero volte ad impedire che talune opere o altro materiale identificati dai titolari dei diritti mediante la collaborazione con gli stessi prestatori siano messi a disposizione sui loro servizi. Tali misure, quali l’uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti, sono adeguate e proporzionate. I prestatori di servizi forniscono ai titolari dei diritti informazioni adeguate sul funzionamento e l’attivazione delle misure e, se del caso, riferiscono adeguatamente sul riconoscimento e l’utilizzo delle opere e altro materiale.

2.Gli Stati membri provvedono a che i prestatori di servizi di cui al paragrafo 1 istituiscano meccanismi di reclamo e ricorso da mettere a disposizione degli utenti in caso di controversie in merito all’applicazione delle misure di cui al paragrafo 1.

3.Gli Stati membri facilitano, se del caso, la collaborazione tra i prestatori di servizi della società dell’informazione e i titolari dei diritti tramite dialoghi fra i portatori di interessi, al fine di definire le migliori prassi, ad esempio l’uso di tecnologie adeguate e proporzionate per il riconoscimento dei contenuti, tenendo conto tra l’altro della natura dei servizi, della disponibilità delle tecnologie e della loro efficacia alla luce degli sviluppi tecnologici.

Cosa significherà mai tutta questa pappardella?

Una piccola parte della legge sul copyright, approvata lo scorso settembre dal Parlamento Europeo di Strasburgo, secondo la quale l’UE vorrebbe salvaguardare e garantire i diritti d’autore (anche) su internet.

Essa, per entrare in vigore, deve prima passare per i rappresentanti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio europeo.

Sembrerebbe tutto giustissimo se non fosse per un “microscopico” dettaglio.

Per com’è stato formulato l’articolo 13 chiede alla piattaforma Youtube di bloccare o rimuovere qualsiasi contenuto stia infrangendo le regole e quindi stia utilizzando contenuti di proprietà di terzi senza averne l’autorizzazione.

Ergo centinaia di migliaia di video già caricati sul web sparirebbero danneggiando la maggior parte dei creators perché non soltanto dovrebbero limitare il caricamento dei contenuti ma dovrebbero pure stare attenti a non inserire immagini, meme, sottofondi musicali, cover, parodie e così via.

Bisogna dire che Youtube possiede già degli algoritmi per intelligenza artificiale preposti ad analizzare i vari contenuti multimediali e se non rispettava alcuni criteri ben precisi veniva rimosso immediatamente.

In questo modo invece ci sarebbe un’ulteriore scrematura però molto più rigida del dovuto.

Attenzione! La stessa regola vale anche per Facebook, Instagram, Snapchat e tanti altri, se violi il diritto d’autore il contenuto sparisce in un nanosecondo.

Questo vuol dire ci ritroveremo i social pieni di ragnatele e balle di fieno che gironzolano tra un selfie e una citazione più o meno dubbia.

Se non foste ancora convinti quaggiù trovate un video esaustivo del simpatico duo degli hmatt e una petizione da firmare affinché gli “spettabili” e gli spettatori possano continuare a fare quello che hanno sempre avuto voglia di fare, conoscere e vedere, senza volersi appropriare in alcun modo dei contenuti altrui.

La petizione di Change.org:

http://chng.it/gJKwwRSZQJ

#saveyourinternet

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