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Bagnèt verd – Salsa verde piemontese

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<< Vieni, mettiamoci al riparo dal temporale. Non appena sarà possibile ti prometto che andremo via. >>, pronunciò una voce profonda e familiare, troppo familiare.

<< Va bene però non ti allontanare, qui è così buio. Non mi piace questo posto! >>, era una ragazza. Anche quel timbro di voce non mi era nuovo.

Nonostante l’oscurità riuscii a scorgere i loro volti. Restai impietrito, ma che diavolo…

Quello ero io.

Non poteva in alcun modo essere una finzione.

Lui o meglio io avevo stretto quella ragazza, la conoscevo ma non riuscivo a ricordare il suo nome.

Avvicinai le mie labbra alle sue e la baciai appassionatamente prima di entrare in macchina, sperai che non accadesse nulla di avventato. L’imbarazzo prese il posto dello shock iniziale e Bleedis se ne accorse.

Sembrava che sentisse i miei pensieri perché mi sorrise con dolcezza dimenticando la mia rabbia.

Se non ci fosse stato il rumore della pioggia avrei avuto quasi il timore che potessero sentire il mio cuore battere all’impazzata. Restanno tutti lì, non so nemmeno dire per quanto tempo. 

Apparì un’eternità prima che il sole che tornasse ad illuminare ogni cosa. L’altro me (non riuscivo nemmeno a definirlo) e la ragazza finalmente se ne andarono via, mano nella mano. 

Uscimmo dal nostro nascondiglio, le gambe mi facevano male.

Ero rimasto rannicchiato nella stessa posizione per troppo tempo mentre Bleedis sembrava non averci fatto alcun caso. Come se nulla, a parte me, riuscisse a scuoterla da uma calma apparente.

<< Adesso mi credi? >>.

Annuii, mi aveva detto la verità. Non mi restava altro da fare che ingoiare il rospo e pronunciare le uniche parole sensate che mi venivano in mente.

<< Ora… che facciamo. >>, sospirai piano.

<< Dobbiamo trovare tre chiavi. Esse apriranno i sigilli del tuo subconscio e ci permetteranno di tornare nel punto esatto in cui eravamo prima che questa storia avesse inizio! >>, mi rispose con assoluta certezza.

<< Jake, prima di rimetterci in cammino non dimenticare mai che non puoi farti riconoscere da nessuno. Stravolgeresti il modo in cui ogni azione si è creata naturalmente e non puoi rimettere a posto tutto quello che in passato avresti voluto rifare in modo differente… >>

Sapevo a cosa si riferiva. Non aveva più molta importanza ” il resto “. Avrei voluto fare qualcosa per non vederla andare via o almeno dirle cosa provavo davvero prima di trovarla al fianco di un altro.

Avrei avuto la certezza di non poter avere alcuna chance con lei e forse sarebbe stato più semplice lasciarla andare per sempre.

(Map of the mind – Parte IV)

 

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INGREDIENTI (PER 4 PERSONE):

  • 100 gr di prezzemolo
  • 1 tuorlo d’uovo sodo
  • 2 acciughe
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 gr di mollica rafferma
  • 1/2 bicchiere di aceto di vino bianco
  • 200 ml di olio evo

PREPARAZIONE:

Lavate il prezzemolo, lasciatelo asciugare su un canovaccio pulito quindi eliminate i gambi e sistemate le foglie in un mixer.

In un pentolino mettete a bollire l’uovo, una volta pronto sbucciatelo e prelevate il tuorlo.

Lavate i capperi ed eliminate l’acqua in eccesso; grattugiate lo spicchio d’aglio.

Bagnate la mollica con l’aceto e strizzatela.

Riunite tutti gli ingredienti nel mixer, versatevi metà dell’olio e frullate finché non risulterà omogenea. 

Versate la salsa in un contenitore, copritela con della pellicola e lasciatela riposare per circa 2 ore prima di consumarla o invasarla negli appositi vasetti.

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