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Cotolette di seitan alla milanese

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Televisione.

Bilancio approssimativo dei pro e dei contro.

Per quel che mi riguarda ormai sono anni che non ne accendo una, anzi per sicurezza non si trova nemmeno nella camera da letto!

Tanti ma tanti anni fa, talmente tanti che sembra di parlare dei tempi dell’homo erectus, ricordo di una scatoletta colorata: all’epoca si trattava di una specie di bisonte di circa 20 chili che se ti cascava su un piede facevi prima a trovartene uno nuovo ed era una sorta di “collante” serale per la famiglia, la quale si piazzava su un bel divano vecchio stile (ricordo di quando avevo 9 – 10 anni).

Ciabatte ai piedi oppure copertina in caso di correnti d’aria e telecomando pronto da pigiare per uno zapping di qualità.

Se poi c’era l’appuntamento settimanale con la serie preferita del momento diveniva una lotta contro il tempo per uscire più in fretta possibile dal lavoro, fiondarsi a casa, infilarsi il pigiama e cenare tutti insieme davanti la tv.

Ovviamente erano messe in conto anche le lotte con gli altri abitanti della casa perché non se ne parlava di guardare qualcos’altro!  😆

Ma a parte gli scherzi.

Un bel po’ di anni fa il rapporto con quell’elettrodomestico era del tutto diverso rispetto a oggi.

Serviva a tenerci aggiornati su quello che accadeva nel resto del mondo (senza troppe “fake news”), c’erano le soubrette a intrattenere e incantare senza volgarità. Persino alcune pubblicità riuscivano ad avere senso.

E prima dei colori solo il bianco e nero (ma io allora non c’ero).

Poi si sa che per qualche perverso motivo non riusciamo a convivere con la tecnologia senza farla diventare una specie di ossessione.

Finendo semplicemente per ritrovarci con lo sguardo vuoto e la mente piena di bella spazzatura.

Poveri d’idee, ricchi di niente.

A television screen smashed by a beer bottle – Image by © Jason Stang/Corbis

L’importante è avere le giuste argomentazioni per essere considerati interessanti dagli altri.

Ma dagli altri chi poi?

A tal proposito vi lascio un articolo che descrive esattamente gli aspetti negativi della televisione sul nostro tempo:

http://www.lintellettualedissidente.it/societa/buttate-quel-maledetto-televisore/

Certe volte nemmeno ce ne accorgiamo perché sicuri del fatto che “a noi certe cose manco ci sfiorano” però poi ci ritroviamo sedati senza esserci iniettati un bel niente.

Ogni tanto fa bene spegnere la scatola colorata e accendere la mente grazie a un buon libro, una passeggiata o qualunque altra cosa ci possa appagare e al tempo stesso tenere lontano da quel bombardamento di onde elettromagnetiche!  😉

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE)

  • 200 gr di seitan autoprodotto
  • 100 gr di farina 00 (o farina di ceci)
  • 120 ml di acqua
  • 80 gr circa di pangrattato
  • sale e pepe q.b.
  • prezzemolo q.b. (facoltativo)
  • burro di soia q.b. (oppure olio di semi di girasole)

PREPARAZIONE

Preparate la pastella mescolando la farina e l’acqua con una frusta.

Regolate il composto di sale e pepe, aggiungete un po’ di prezzemolo tritato finemente e amalgamatelo finché non risulterà fluida e senza grumi.

Tagliate il seitan a fette non troppo sottili.

Passatelo prima nella pastella e poi nel pangrattato.

Scaldate un pezzetto di burro in padella e friggete un po’ alla volta le cotolette. Per la doratura bastano pochi minuti per lato.

Servite subito accompagnate da una bella insalata. 

Un secondo fuori dagli schemi che saprà stupire anche i più scettici! 😉

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