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La focaccia della Befana

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A prima vista sembra avere ben poco eppure si chiama così: la focaccia della Befana, meglio nota come fugassa d’ la Befana o fugassa col Carsent.

Cuneese di origine ma popolare in tutto il territorio piemontese, la protagonista di oggi ha un sapore delicato e un profumo avvolgente la ricetta non richiede particolari sforzi e le sue radici pare che siano ben radicate all’interno di un’epoca molto molto lontana.

Infatti alcuni sostengono che sia nata addirittura prima del panettone (di cui si vociferava già nel XV secolo)!

Siccome ci son cose che non sappiamo atteniamoci – bene o male – a quelle verificabili. 😁

La fugassa nasce come dolce delle feste da trascorrere in famiglia e la tradizione vuole che si inserisca al suo interno una fava bianca e una nera: chi trova la prima deve pagare la focaccia, mentre chi si ritrova con quella nera deve offrire il vino (ancora una volta uscendo la moneta).

Altri suggeriscono la monetina…

Magari anche no, eh!

Si fa per dire.

Comunque sia questo dolce è poco zuccherino, l’impasto risulta abbastanza asciutto e la sua peculiarità è l’aspetto che assume alla fine della sua preparazione, ossia quello di una margherita.

Ed è tutto quel che sono riuscita a sapere.

Un saluto all’Epifania.

Spero mi faccia sapere al più presto dove ripone tutte le feste che si porta via, così in caso di bisogno…

La focaccia della Befana 02

INGREDIENTI (PER 2 FOCACCE)*

  • 250 g di farina 00
  • 250 g di farina manitoba
  • 2 uova
  • 150 g di zucchero
  • 5 g di lievito di birra fresco
  • 100 ml di latte
  • 100 g di burro
  • 70 g di arancia e cedro candito

INOLTRE

  • un goccio di latte
  • granella di zucchero q.b.

*Io ne ho preparate due con queste dosi ma nulla vi impedisce di farne una sola più “carnosa”.

PREPARAZIONE

Sciogliete il lievito nel latte intiepidito.

Riunite le due farine e il lievito nella ciotola dell’impastatrice e azionatela con il gancio (nulla vieta di fare la stessa operazione a mano, in tal caso però formate la fontanella con il solito buco al centro.)

Fate sciogliere il burro in un pentolino per poi metterlo da parte, giusto il tempo che si raffreddi un po’.

Nel frattempo aggiungete all’impasto le uova e lo zucchero.

Proseguite – poco per volta – con il burro quindi aspettate che si formi l’impasto.

Ci vorranno circa 10 minuti.

Infine aggiungete i canditi e lasciate lavorare la planetaria per un altro paio di minuti.

A questo punto formate una simpatica palletta, coprite la ciotola con della pellicola e lasciate lievitare la pasta per almeno 4 ore (se avete tempo anche tutta la notte).

Al termine del tempo di riposo riprendete la massa, sgonfiatela e dividetela in due parti. Oppure no, decidete voi.

Formate nuovamente una palla e stendetela con le dita sul fondo di una tortiera a cerniera del diametro di 26 cm: partite dal centro e picchiettando picchiettando raggiungete i bordi.

Dovrete ottenere un cerchio di circa 30 cm.

Al centro della pasta adagiatevi un bicchiere rovesciato per poi inciderla con un coltello ottenendo così 14 – 16 spicchi che andrete ad attorcigliare formando i cosiddetti “petali”.

Riponete la fugassa in forno con la lucetta accesa e lasciatela lievitare per un’altra oretta.

Una volta trascorsi anche questi sessanta minuti riprendete il dolce per spennellarlo con poco latte e cospargerlo con una manciata di granella di zucchero.

Non me ne vogliano i piemontesi o quelli della Motta ma a me non piace (la granella) – e soprattutto non ne avevo in casa – perciò l’ho sostituita con mandorle a lamelle e una cascata di zucchero a velo!

Infornate la focaccia a 200° per circa 20 – 25 minuti.

E’ pronta quando la vedete dorata in superficie.

Senza esagerare, a meno che non vogliate assaggiare la famosa fugassa pietrificata.

Lasciatela intiepidire nel forno con lo sportello aperto.

Poi potete dar via alle ultime danze del periodo.

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