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Parlami d’amore (pag. 390)

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Parlami d'amore

«Nicole…»
«Continua a dormire.»
«Dove vai?»
«A comprare qualcosa. Il frigo è vuoto.»
«Vengo con te?»
«No.»
«Vengo con te.»
«No.»
«Nicole.»
«Cosa?»
«Niente. Solo Nicole.»
«Dormi.»
«Ma tu torni, vero?»
«Sì.»

Un clacson suonerà violento, rabbioso, ostile, come una perfetta colonna sonora, facendola sobbalzare, E lei sentirà fame. E sete. E la vita quotidiana entrerà di prepotenza in quella stanza come un serpente velenoso. Striscerà sul letto disfatto e separerà con il suo corpo umido le due metà di quel letto. Allora lei non sopporterà di essere sola sul suo iceberg amputato e dovrà alzarsi. Si vestirà in silenzio, in fretta, con rabbia, con dolore. Le cadranno le chiavi e quel rumore lo sveglierà mentre lei è sulla porta. Si fermerà come un ladro colto in fallo. Come un assassino che ha appena ucciso. Lo guarderà. Vedrà gli occhi scomposti dal sonno, i capelli arruffati, il sorriso lento e sazio di quelli che si svegliano dopo l’amore. Avrà voglia di lui fino a sentirsi già sfinita. E si odierà.

“Parlami d’amore”, Silvio Muccino & Carla Vangelista

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