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Parole lontane dal tempo

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Ti sei mai sentito nudo, scoperto dalle tue barriere?
E ricordi ancora il sapore di un sorriso.
Ti sei mai perso nella notte.
E hai mai sentito una mano stringerti il braccio per strapparti all’oscurità.
Sei mai stato vicino alla follia e poi sei tornato.
Hai mai avuto voglia di prendere un martello e distruggere queste mura.
Ti sei mai sentito stanco di un mondo di carta.
E hai mai guardato l’orizzonte, desiderando solo di perderti.
Hai mai avuto l’occasione di avere accanto un paio d’occhi che riuscissero a vedere come i tuoi, il mondo.
Hai mai smesso di avere rimpianti.
E hai mai giocato e riso come se fossi ancora un bambino.
Hai preso i tuoi sogni e ne hai fatto realtà.
Sei mai riuscito a restare fedele a te stesso anche quando tutto ti remava contro.
Hai mai ascoltato una canzone fino a non poterne più.
E hai sofferto come non ti era mai accaduto prima.
Hai mai sentito quel vuoto incolmabile.
E poi ballato sotto la pioggia.
Hai mai smesso di ricordare ciò che non pensavi di dimenticare.
Hai mai scritto una poesia che non sapesse di niente o forse diceva ogni singola cosa.
Hai mai…
E mille volte ancora.
Centinaia di domande ancora.
Nell’abisso del tuo cuore.
Fregandotene di cosa diranno.
Libero dagli schemi, dalle convinzioni della gente, da ciò che è socialmente accettabile.
Soltanto, soltanto così.
Perso nell’attimo di te, come un vagabondo che cerca l’aria di casa.
Tra parole ed altre parole che forse non pronuncerai.
Tra tanti dubbi e l’unica certezza che basta la forza che non sai d’avere per ricominciare da capo.
Fermo tra l’incertezza di un sorriso e un dubbio.
Quello che sarà, tra la dolcezza di un abbraccio o uno sguardo volto verso l’orizzonte.
Tra una melodia che finisce ed un’altra che forse domani avrà inizio.
Sotto la tua pelle.
Dentro i tuoi demoni.
Al centro di tutto quello che ti appartiene.
Soltanto un po’ diverso.
Ed un po’ più dannatamente fragile, come non vorresti mai.

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