Rotolo alla zucca di Halloween

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Uno stile di vita, una filosofia da adottare, un nuovo movimento “culturale”… chiamatelo come volete voi, o semplicemente, un bel me ne frego e basta!!

A cosa mi riferisco?

Un ironico e breve articolo scritto dal talentuoso Ettore Zanca, autore di vari libri/articoli/post su Facebook e dintorni.

Oggi non mi perdo troppo in chiacchiere e, sperando nella gentile concessione dell’autore, rubo e riverso qui un suo intervento sulla filosofia “Suchista”. Se non ne avete ancora sentito parlare questo è il momento di recuperare e, possibilmente, anche aderire a questa scuola di pensiero!!  😆

«Ormai non c’è regione o provincia italiana in cui non ha attecchito il significato della parola “suca!”. Per i pochi ancora non edotti, trattasi di un imperativo categorico che si pensa erroneamente essere volgare. La nobile arte del Suca è nata e cresciuta a Palermo, il che vuol dire in tutto il mondo, parafrasando De Filippo quando parlava del Pernacchio e della sua origine partenopea.

La filosofia del Suca si chiama suchismo. Ed ha molto in comune con le filosofie orientali che inducono alla calma. Per questo non nasconde nulla di volgare.
Il suchismo infatti è una filosofia che induce a liberarsi delle passioni e degli affanni recitando un mantra, a voce sempre più alta e possibilmente con un destinatario specifico, individuale, certo liquido ed esigibile (ah no, quella è la cambiale…).
Il mantra ovviamente è la parola in questione. Suca.
Il significato della parola,è stato da poco finalmente rivelato, grazie alla scoperta di un prezioso papiro della scuola suchista, rinvenuto presso una carcassa di Lapa di stigghiolaro del 2000 A.C. (Avanti Cazzilla), venuta alla luce durante gli scavi recenti per l’utilissimo Tram.
Stando al papiro, i sacerdoti suchisti utilizzavano il mantra per chiudere ogni discussione degenerata per la troppa Birra Messina ingurgitata, ad un certo punto, il capo – sacerdote si alzava e con voce perentoria urlava il suo “suuuuuuucaaaaaaaa!!!!”.
Letteralmente la parola significava Sono Ulteriormente Contento Alquanto. Dichiarava cioè la sua letizia per la conversazione e i suoi spunti, ma invitava a chiuderla.
Fondamentale, stando al papiro anche l’espressione del viso.
Nel pronunciare il grido di contentezza, bisogna strabuzzare gli occhi e avere un’aria da invasato. Per intenderci, quasi come Marco Tardelli dopo il gol del 2-0 alla Germania nel 1982.
I suchisti affermano che questo grido, evitò numerosi conflitti, o li rese meno sanguinosi.
Si narra che Federico II, uomo di grande cultura, sparò proprio un bel colpo di Suca, quando gli chiesero se voleva fare una crociata lunga, sanguinosa e inutile.
Si sa, gli uomini saggi, sono quelli che hanno la capacita di un Suca ben assestato.»

 

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE):

  • 80 gr di farina 00
  • 20 gr di fecola di patate
  • 3 uova + 1 tuorlo
  • 90 gr di zucchero semolato
  • 250 gr di zucca
  • 20 gr di miele d’acacia
  • cannella in polvere e noce moscata q.b.

PER LA CREMA AL CIOCCOLATO BIANCO:

  • 250 gr di cioccolato bianco
  • 200 ml di panna fresca
  • 50 gr di burro
  • 1 cucchiaino di essenza ai fiori d’arancio

PER LA GLASSA ALLA ZUCCA:

  • 60 gr di zucca
  • 12 ml di succo d’arancia
  • 140 gr di zucchero a velo

PER DECORARE:

  • 40 gr di cioccolato fondente

PREPARAZIONE:

Mondate la zucca e tagliatela a spicchi (senza privarla della buccia) ed infornatela a 180° per circa 50 minuti.

Nel frattempo montate le uova ed il tuorlo a temperatura ambiente insieme al miele e 50 gr di zucchero con le fruste elettriche per almeno 10 minuti finché il composto non risulterà gonfio e spumoso.

Aggiungete lo zucchero rimasto e continuate a montare per qualche altro minuto.

Unite la farina e la fecola setacciate e la polpa di zucca dopo averla frullata con le spezie.

Mescolate delicatamente con una spatola l’impasto quindi versatelo in una placca da forno da 30×40 cm imburrata e foderata di carta forno.

Cuocete in forno caldo a 200° per circa 18 minuti.

Una volta pronta la pasta biscotto, sfornatela e rovesciatela con gentilezza su della pellicola in modo da mantenere la giusta umidità finché non si sarà raffreddata.

Nel frattempo sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria poi unite il burro tagliato a cubetti e la panna; amalgamate tutti gli ingredienti, togliete dal fuoco e lasciate intiepidire la crema.

Per quanto riguarda la glassa vi basterà frullare la polpa di zucca per poi mescolarla con il succo d’arancia ed infine con lo zucchero a velo.

A questo punto assembliamo il rotolo: adagiate la pasta biscotto sulla pellicola e distribuite uniformemente la crema al cioccolato bianco.

Avvolgetelo su se stesso aiutandovi con la pellicola e sigillandolo a caramella.

Lasciate riposare in frigo per 1 ora.

Dopodiché riprendete il dolce, eliminate la pellicola e ponetelo su una gratella quindi distribuite su tutta la superficie in modo uniforme la glassa.

Rimettetelo nuovamente in frigo per un’altra oretta per far solidificare la glassa.

Infine disegnate su un foglio di carta forno le decorazioni di Halloween che preferite (ad es. teschi, ragnetti, ragnatele, ossa, ecc.) con una matita.

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente, riempite una sac à poche munita di bocchetta liscia e stretta, ripassate su ogni figura il cioccolato fuso e mettete anch’essi a solidificare in frigo per un’ora.

Passato questo lasso di tempo staccate i decori con delicatezza aiutandovi con una spatola e sistemateli sul vostro rotolo alla zucca.

PS: operazione che potete mettere in atto ma non indispensabile è quella di tagliare le due estremità con un coltello per rendere visibile la farcia!  😀

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