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Siciliane fritte e bocconcini di ricotta

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Sparo un nome. Fabrizio Tarducci. Meglio conosciuto con il nome d’arte di Fabri Fibra.

Una personalità controversa, tanto che alcuni lo acclamano e altri lo detestano.

Personalmente lo considero un artista che ho imparato ad apprezzare nel tempo…

Tant’è che da ragazzina avevo una vera fissazione per alcune delle sue canzoni, non soltanto quelle passate in rado ma anche quelle meno note.

 Poi ho iniziato a sviluppare un certo rifiuto nei confronti della sua musica ma per ragioni personali. Mai associare un artista a una persona che lo ascoltava.

Ne è passata di acqua sotto i ponti prima di riuscire a “far pace” con lui (e anche con la persona in questione) e mi sono avvicinata in maniera più profonda alle cose che aveva voglia di esprimere.

Insomma a prescindere dalla sua anima volutamente provocatoria e schietta, bisogna dire che si tratta di un uomo che nella vita ne ha passate tante.

Nella sua famiglia l’amore non era un sentimento conosciuto, ha impiegato dieci lunghi anni e sopportato una marea di rifiuti prima di essere preso in considerazione, ha buttato via un sacco di soldi. E come se non bastasse strada facendo molti amici gli hanno voltato le spalle e alcuni continuano a farlo tuttora.

Fabri Fibra

Fabri Fibra ha rinunciato a tutto per inseguire il suo sogno.

In compenso ha trovato la visibilità e quella cosiddetta fama che all’inizio può pure piacere, ma che non gli ha (quasi) mai fatto provare un senso di felicità.

Nei suoi occhi c’è un velato tormento interiore e sembra non abbandonarlo mai, ha tanto da dire quando rappa, ma quando parla è un tipo di poche parole.

Ci sono aspetti della sua personalità nei quali mi rispecchio. Io come tanti altri.

Poi non saprei dire se “avere i soldi” ti possa cambiare la vita – come afferma lui stesso – o servono soltanto a campare, come per chiunque altro.

Beh, mi è capitato di conoscere persone che non avevano certo bisogno di lavorare ma che avevano una vita piena e appagante.

Ciò non significa niente. C’è chi non riuscirebbe a sorridere nemmeno se avesse tutto l’oro del mondo.

Comunque sia concludo con un piccolo assaggio delle riflessioni di Fabri Fibra sulla vita di oggi. Farcita di social network, facce di plastica, stereotipi e il terrorismo gratuito che passa in televisione.

Non credo che esistano oggetti dannosi piuttosto ritengo che – sempre più di frequente – sia l’uomo a renderli tali.

Non giudicate un libro dalla sua copertina (forse) poco accattivante!

Passo e chiudo.

Per casa in cerca di calma | cambio maglia | cambio canale, canzone | cambio espressione, umore | e in fondo per quanto posso cambiare mi cambi il mondo.

– “Luna piena”, Fabri Fibra

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INGREDIENTI (PER 6 PERSONE)

  • 500 g di farina 0
  • 250 ml di acqua frizzante + 100 ml di acqua minerale
  • 20 g di lievito di birra
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 20 g di sale

PER FARCIRE

  • 7 – 8 filetti di acciughe sott’olio
  • 1 fetta di prosciutto cotto
  • salsa di pomodoro q.b.
  • 200 g di tuma
  • 1 mozzarella

PREPARAZIONE

Sciogliete il lievito e lo zucchero in un bicchiere d’acqua tiepida.

In una terrina mescolate la farina con il sale, poi formate la classica fontana e fate un buco al centro.

Unite l’olio e  l’acqua con il lievito, mescolate brevemente quindi aggiungete anche l’acqua frizzante.

Lavorate il composto per almeno 10 minuti finché non avrete un panetto elastico e omogeneo (se necessario potete aggiungere un altro po’ di farina).

Lasciate riposare in un luogo tiepido per circa 2 – 3 ore, se possibile anche tutta la notte.

Riprendete l’impasto, infarinate il vostro piano di lavoro e stendete il panetto con un mattarello fino ad avere una sfoglia molto sottile.

A quel punto ricavate dei dischetti utilizzando un coppapasta o una tazza.

Farciteli al centro con un cucchiaino di passata di pomodoro alternandola alla tuma, alla mozzarella, alle acciughe e al prosciutto.

Bagnate leggermente il bordo di ogni disco con pochissima acqua e sigillate bene formando delle mezze lune.

In una casseruola versate abbondante olio di semi e non appena sarà bollente, friggete qualche siciliana alla volta.

Lasciatele dorare da entrambi i lati e poi tiratele fuori con una schiumarola.

INGREDIENTI (PER CIRCA 15 BOCCONCINI DI RICOTTA)

  • 350 g di ricotta
  • 2  uova
  • 3 cucchiai di farina 00
  • 4 cucchiai di pecorino grattugiato
  • una manciata di prezzemolo
  • pangrattato q.b.
  • sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

In un contenitore versate la ricotta – dopo aver fatto scolare tutto il liquido – unite la farina, le uova, il pecorino grattugiato, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe.

Amalgamate tutti gli ingredienti e lasciate riposare in frigo per un’ora.

Trascorso questo tempo prelevate un po’ di composto alla volta, formate delle palline, passatele nel pangrattato e friggetele in abbondante olio di semi bollente.

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