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Gnocchi di cannellini

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Quando si tratta di gnocchi abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: dolci, salati, fritti, ripieni e così via.

Così mi son detta, perché non farli con i fagioli?

Chiariamo una cosa.

La ricetta è già stata realizzata da altri ergo non possiamo definirla nuova, però originale si. Un “flash food” sarebbe giusto dire.

Inoltre sarebbe quasi inappropriato non dire le mille (e una) virtù dei fagioli cannellini.

Proprietà

Questi legumi sono ricchi di carboidrati complessi, fibre, proteine appartenenti al gruppo B, sali minerali e vitamine.

In genere possono essere definiti a basso contenuto calorico (salvo qualche eccezione) e hanno pure una discreta quantità di lecitina, quella che fa bene al cuore e mantiene il colesterolo basso.

Tuttavia pur essendo privi di glutine, lattosio e istamina, in certi casi possono essere un fattore scatenante per le tediose allergie alimentari.

In cucina sono estremamente versatili, tanto che i più arditi li utilizzano anche in pasticceria; inoltre a partire dai semi essiccati dei fagioli bianchi si può ottenere un’ottima farina.

Controindicazioni

Non è tutto oro ciò che luccica e persino il nostro fagiolo di fiducia ha dei difetti.

Ad esempio è caldamente sconsigliato utilizzare i fagioli crudi in caso di dieta crudista poiché al loro interno è contenuta una proteina velenosa chiamata fasina.

Pensate che alcune popolazioni indigene estraggono questa sostanza come base per la realizzazione di alcune tipologie di veleni.

Insomma con il fagiolo (magico) non si scherza!

Extra e curiosità

Esistono oltre 300 varietà di fagioli al mondo: borlotti, di Spagna, bianchi, rossi, neri, con l’occhio, senza occhio… insomma avete capito.

Nell’antichità avevano un valore simbolico.

Alcuni credevano che per la loro capacità di riacquistare “vigore” soltanto immergendoli in acqua, potessero essere il segreto dell’immortalità.

Secondo gli egizi i Dolichos (quelli con l’occhio) erano un alimento riservato ai sacerdoti.

Nell’antica Roma, invece, rappresentava il cibo del popolo e per tale ragione Virgilio li chiamava vilem phaseulum, ovvero un cibo troppo comune per essere consumato dalle famiglie più facoltose.

Solo nel Medioevo riuscì a riscattarsi diventando un simbolo cristiano di moderazione e umiltà.

Talmente degno di considerazione da far sostenere a Umberto Eco in persona che «Senza i fagioli la popolazione europea non si sarebbe raddoppiata in pochi secoli, e oggi non saremmo centinaia di milioni.»

Cambiando totalmente rotta, c’è chi suggerisce di aromatizzarli con pizzico di satureja (una spezia abbastanza usata in cucina) oppure con una grattugiata di zenzero per limitare la fastidiosa emissione di “rumorini molesti”.

Infine non può certo mancare all’appello il nostro nuovo beniamino, un tale Michele Prenna che ha addirittura dedicato una poesia ai fagioli.

“M’è capitato ancora sgranando i fagioli freschi per una zuppa di rammentare i giorni mezzo secolo distanti della tavola contadina. Primi mesi autunnali con la monda dei secchi baccelli della leguminosa cara alle mense invernali nella dimensione agricola da fanciullo frequentata. Affiorano con gli anni ricordi di piatti unici e nessuna schizzinosità con le pentole borbottanti per gli appetiti robusti della mia verde età.”

Perdonami Prenna, se non t’ho scoperto prima. 😆

Bene, direi che sviscerare abbiamo sviscerato. Scemare abbiamo scemenziato (poco ma con impegno).

Adesso possiamo dedicarci alla pratica.

INGREDIENTI (PER 3 PERSONE)

  • 250 gr di fagioli cannellini
  • 80 – 100 gr di farina integrale (o farina gluten free in caso di celiachia)*
  • 1 cucchiaino raso di sale

PER CONDIRE

  • 30 gr di burro di soia (oppure classico per chi non è vegano)
  • foglie fresche di maggiorana e pepe nero q.b.

INOLTRE

  • pistacchi non salati q.b. (facoltativo)

*La quantità di farina è indicativa. Se la crema di fagioli è umida potrebbe volercene un po’ in più. Viceversa se abbastanza secca potrebbe servirne di meno.

PREPARAZIONE

Lessate i fagioli in acqua salata bollente dopo averli tenuti in ammollo per 24 ore.

In questi casi l’uso della pentola a pressione è cosa buona e giusta perché ci vorranno circa 20 – 25 minuti contro i 40 della pentola classica.

Una volta cotti (e raffreddati) riduceteli ad una crema con l’aiuto di un frullatore a immersione oppure riversandoli in un tritatutto.

Trasferite la purea in una terrina, salate e aggiungete la farina a pioggia.

Lavorate brevemente il composto che dovrà diventare compatto ma soffice (lo so, sembra un eufemismo).

Suddividete l’impasto in tre porzioni, formate dei vermicelli non troppo sottili e ricavate tanti piccoli gnocchi con un coltello dalla lama infarinata oppure con una spatola (detta anche raschietto da cucina).

Ora non vi resta altro da fare se non mettete un bel pentolone d’acqua sul fuoco e nel frattempo recuperare le foglie di maggiorana, tante quanto bastano ad assecondare il vostro palato!

Sciogliete il burro in padella, aggiungete la maggiorana e qualche macinata di pepe.

Unitevi gli gnocchi e lasciateli insaporire per qualche minuto.

Il culmine della felicità ottenibile da questa pietanza (semplice ma sorprendentemente buona) è l’aggiunta di una spolverata di pistacchio tritato al coltello.

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