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Topolini di Halloween

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Trick or treat? Il fantomatico, dolcetto o scherzetto?

Si respira già da un po’ nell’aria l’arrivo di una delle feste che preferisco: ovviamente Halloween!  😀

Beh, in attesa del 31 Ottobre ripercorriamo i passi che ci hanno portato fino a questa “spaventosa” ricorrenza.

Inizia tutto con una parola

L’etimologia della parola Halloween (che in irlandese diventa Hallow E’en) proviene dalla forma contratta All Hallows’ Eve. Hallow deriva dall’inglese arcaico e si traduce in santo.

Viene da sé il risultato finale: la vigilia di tutti i Santi!  😉

Conosciuta anche come Ognissanti (per i pignoli All Hallows’ Day, in inglese).

Resta pur sempre affascinante notare come una lingua, seppur lontana dal nostro tempo e dal parlato comune, mantiene ben salde le sue radici in svariati paesi anglofoni dove continua a ricorrere ancora una volta la parola ” Eve ” quando si tratta di festività.

Antiche origini

Detto ciò possiamo finalmente decretare che questa ricorrenza non vede la luce in suolo americano bensì in quello britannico, più precisamente affrontando un lungo viaggio dall’antica Irlanda popolata dai Celti fino ad oggi.

Una connessione, tuttavia esiste. Infatti nel lontano 1800 la popolazione irlandese travolta da una grande carestia emigrò negli Stati Uniti, ovviamente portando con sé anche le proprie tradizioni.

Samhain: una ricorrenza celtica

I celti erano un popolo costituito prevalentemente da agricoltori e pastori (ma anche grandi guerrieri ovviamente). Ragion per cui nel loro “calendario” il 31 Ottobre rappresentava un passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno.

Mica finisce qui, eh!

Era anche un anno che giungeva al termine per lasciare spazio all’anno nuovo, il 1° di Novembre.

Qui entra in scena il Samhain, una lunga celebrazione nella quale si ringraziavano gli Dei per il generoso raccolto che gli avrebbe permesso di affrontare i mesi più freddi nelle proprie dimore.

Il nome di questa festività deriva dal gaelico samhuin ovvero summer’s end (come abbiamo già accennato, fine dell’estate).

Affascinata da questa storia scopro che i festeggiamenti sono sparsi qua e là nel tempo! Questi Celti sapevano decisamente come divertirsi! 😆

Durante il Samhain, inoltre, il tema principale era la morte. Non perché morissero di noia durante l’inverno…

Il lavoro si fermava e così sembrava accadere anche al resto del mondo, solo nel sottosuolo tutto si rigenerava per portare nuova vita. Lo stesso posto dove i morti riposavano.

Tuttavia il 31 Ottobre, i Celti credevano che il Samhain risvegliasse tutti gli spiriti che lasciavano solo per una notte ” Tir nan Oge “, una landa dove vivevano eternamente felici e giovani (se qualcuno un giorno vuole assicurarsi un posto, pensateci prima perché bisogna prenotare con largo anticipo. Black humor 2.0!), per annullare il limite spazio-temporale permettendo ai morti di vagare tra i vivi.

Tutto un mescolarsi di gioia e paura formato 2×1.

Ed infine un ultimo sillogismo tra passato e presente: durante questa notte tenebrosa era usanza ritrovarsi sulle colline e nei boschi per celebrare anche l’accensione del Fuoco Sacro dove venivano sacrificati degli animali e s’indossavano inquietanti maschere. 

Finché non rientravano al villaggio facendosi strada con delle lanterne costituite da cipolle intagliate, all’interno delle quali si trovavano le braci del Fuoco Sacro (vi ricorda mica una zucca?!?) e al termine di questo rito, per 3 giorni i Celti spaventavano ed allontanavano gli spiriti.

Da qui, nel tempo, si diffuse l’usanza in Irlanda di porre delle torce accese fuori dall’uscio di casa e di lasciare un po’ di cibo e del latte ai propri cari (defunti) che gli avrebbero fatto visita per rifocillarsi un momento e non fare scherzetti cattivi a chi viveva.

Ah, che burloni questi spiriti, mi ricordano vagamente Beetlejuice!  😆 

In che modo si colloca Halloween nel Cristianesimo?

Beh, qui c’è lo zampino dei romani con le loro conquiste, finirono per far ritrovare Celti e cristiani faccia a faccia.

Nel quale la chiesa tentò di estirpare le usanze celtiche senza successo ma riuscendo comunque ad avere una certa influenza.

Qui cito la fonte da cui ho tratto tutte queste informazione ovvero Irlandando, un sito su cui suggerisco di fare un salto!  🙂

<<Fu Odilone di Cluny, nel 998 d.C., a dare l’avvio a quella che sarebbe stata una nuova e longeva tradizione delle società occidentali. Allora egli diede disposizione affinché i monasteri dipendenti dall’abbazia celebrassero il rito dei defunti a partire dal vespro del 1° Novembre. Il giorno seguente era invece disposto che fosse commemorato con un’Eucarestia offerta al Signore, pro requie omnium defunctorum. Un’usanza che si diffuse ben presto in tutta l’Europa cristiana, per giungere a Roma più tardi.

La Festa di Ognissanti, infatti, fu celebrata per la prima volta a Roma il 13 Maggio del 609 d.C., in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria. Successivamente, Papa Gregorio III stabilì che la Festa di Ognissanti fosse celebrata non più il 13 Maggio, bensì il 1° Novembre, come avveniva già da tempo in Francia. Fu circa nel IX secolo d.C. che la Festa di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata e quindi estesa a tutta la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV.

Fanno eccezione i cristiani Ortodossi, che coerentemente con le prime celebrazioni, ancora oggi festeggiano Ognissanti in primavera, la Domenica successiva alla Pentecoste.

L’influenza del culto di Samhain non fu, tuttavia, sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi.>>

Cercando cercando scopro che in Scozia ovviamente sempre il 31 Ottobre si tiene annualmente il “Samhain Festival” dove potrete vedere una spettacolare parata nel centro storico fatta di personaggi in maschera, dove alcuni indossano costumi chiari ed altri scuri per simboleggiare proprio la fine dell’estate e l’arrivo dell’inverno. Mantenendo vive le antiche usanze di cui vi ho parlato.

Nel mondo c’è davvero tanto da vedere (e partecipare) almeno una volta nella vita!   😉 

Per concludere in bellezza tra le più famose leggende troviamo quella di Jack O’Lantern però per il momento mi fermo qui.

 

INGREDIENTI (PER 6 PERSONE):

  • 300 gr di biscotti secchi
  • 180 gr di zucchero
  • 80 gr di nocciole
  • 110 gr di burro
  • 100 gr di cacao amaro
  • 180 gr di cioccolato fondente
  • 60 ml di rum

PER DECORARE:

  • mandorle a lamelle q.b.
  • 6 ciliegie candite
  • 6 rondelle di liquirizia

PREPARAZIONE:

Mescolate il burro con lo zucchero (io ho preferito utilizzare lo zucchero a velo) fino ad ottenere una crema omogenea.

Spezzettate grossolanamente i biscotti e sciogliete il cioccolato a bagnomaria.

Riunite in una terrina il cioccolato, la crema di burro, il rum, i biscotti e le nocciole tritate con un coltello quindi amalgamate per bene.

Prelevate una porzione d’impasto e formate il corpo del topolino.

Infine passateli nel cacao amaro, ultimate con le mandorle a lamelle per le orecchie, i pezzettini di ciliegia per il naso e la liquirizia per la coda.

Avvolgeteli in un foglio di alluminio cercando di non ammaccarli e riponeteli in freezer per 1 ora e mezza prima di addentarli!  😀

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